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Processo edilizio » Impianto idrico-sanitario

IMPIANTO IDRO-SANITARIO
La funzione dell’impianto idrico, è quella di distribuire l’acqua calda e l fredda ad uso sanitario fino a ciascun punto di erogazione previsto nella nostra abitazione
Progettazione dell’impianto
L’alimentazione idrica avviene generalmente con derivazione dall’acquedotto urbano. Dal punto di presa principale (acquedotto, autoclave, serbatoio) inizia la rete cha va ad alimentare i vari gruppi di utenza. La fase successiva prevede la valutazione del tipo di impianto idrico da installare all’interno del fabbricato, le proporzioni ed il calcolo per determinare i diametri delle tubazioni. Per le distribuzioni interne sono utilizzate: tubazioni in acciaio, rame o plastica.
Materiali Tubazioni
In base alle normative vigenti, per la rete di distribuzione acqua potabile (reti esterne) possono essere impiegati tre materiali: acciaio, rame o PVC.
1. l’acciaio: al giorno d’oggi, è scarsamente impiegato in quanto richiede l’utilizzo di molteplici raccordi (con incremento dei tempi di posa e dei costi di manodopera), è soggetto a fenomeni di corrosione e può rilasciare nell’acqua sostanze contaminanti. Inoltre l’acciaio zincato è facilmente soggetto a fenomeni di deposito di calcare e conseguente riduzione della sezione, nonché a fenomeni di foratura a causa delle correnti galvaniche.
2. il rame: rappresenta un ottimo materiale per il trasporto di acqua, ha una durata sicuramente maggiore rispetto all’acciaio zincato, ha, però un costo superiore agli altri materiali.
3. il multistrato: i nuovi tubi multistrato, resistenti e flessibili sono adatti per tutti gli impianti idro-sanitari L’ultimo ritrovato tecnologico è rappresentato dai tubi in multistrato insonorizzati.
4. il PVC: oggi si usano, quasi esclusivamente i tubi in plastica, in quanto rispondono alle migliori caratteristiche richieste per questo tipo di impianti: igiene, resistenza alla corrosione, durevole nel tempo, sicurezza nelle giunture e nei raccordi e costi inferiori a quelli degli altri materiali. Il marchio, applicato alle tubazioni in PVC, ne certifica la provenienza da aziende selezionate e la loro conformità alle norme vigenti. Garantisce inoltre la qualità del prodotto che è realizzato con additivi sostenibili ed è sicuro e affidabile.
IMPIANTO DI SMALTIMENTO E DEPURAZIONE DELLE ACQUE REFLUE
Le acque reflue sono le acque che, dopo l'utilizzo in attività domestiche, industriali e agricole, rifluiscono. Sono chiamate anche "acque di scarico". I fabbricati devono essere dotati di un sistema di scarico delle acque reflue. Il fine principale di un sistema di scarico è l’allontanamento controllato delle acque usate per evitare pericoli alla salute. Solitamente tali acque vengono distinte in:
• acque nere, provenienti dagli apparecchi igienico-sanitari dei bagni, in particolare wc;
• acque saponose bianche, prodotte in apparecchiature nelle quali vengono utilizzati detersivi come lavelli da cucina, lavabi, lavabiancheria ecc.
• acque grasse derivanti dalle cucine.
 Tutti i componenti di un sistema di scarico quali tubi, raccordi, esalatori, pozzetti, vasche di raccolta, pompe e simili devono rispondere a ben precise caratteristiche qualitative e normative. Generalmente per la realizzazione delle reti di scarico vengono utilizzate le tubazioni nei seguenti materiali:
•  in materiale plastico (polietilene ad alta densità, PVC o polipropilene);
•  in grés;
• in calcestruzzo.
Per far fronte al problema della rumorosità creata dal passaggio dell’acqua all’interno delle tubazioni, si ricorre alla creazione di tubazioni fonoassorbenti, mediante l’applicazione di rivestimenti idonei a tale scopo. Un sistema di scarico è suddivisibile, dal punto di vista funzionale, in cinque parti delle quali le prime due sono sempre presenti e le altre possono esserci o meno in relazione alle esigenze da soddisfare:
1) parti destinate al convogliamento delle acque (raccordi, diramazioni, colonne e collettori)
2) parte destinata alla ventilazione primaria
3) parte destinata alla ventilazione secondaria
4) raccolta e sollevamento delle acque sottoquota 5) trattamento delle acque.
 IL BAGNO
In un appartamento vi sono stanze in cui si desidera distendersi, avendo a disposizione tutti i comfort, ed essere circondati da un'atmosfera piacevole e rilassante. Una di queste, è sicuramente il bagno, non a caso le attrezzature e gli ambienti dedicati al benessere del proprio corpo (come saune, bagni turchi e vasche idromassaggio), sono collocati sempre nelle stanze da bagno. Per rendere possibile tale desiderio, ecco alcuni utili consigli:
Tipi di impianto di carico
L’impianto idrico per il bagno si può effettuare sia con i sistemi tradizionali (un tubo per l’acqua calda e uno per l’acqua fredda) che partono dalla colonna, e si allacciano ad ogni sanitario, ripartendo poi per collegare quello attiguo. Un altro sistema che è possibile effettuare, è quello con l’allaccio al collettore.
L’allaccio al Collettore
Questa tipologia di impianti non prevede alcun tipo di giunzioni o saldature sotto il pavimento, offrendo una garanzia dal punto di vista della tenuta, in caso di improvvisi sbalzi di pressione o altro. Un altro vantaggio del sistema a collettore, è che la variazione di portata di un sanitario risulta minima nel caso di utilizzo contemporaneo di altra utenza. Nella “distribuzione a collettore”, ogni rubinetto è servito singolarmente da un proprio tubo, che parte da un collettore centrale di distribuzione. Questo sistema permette di effettuare riparazioni a un singolo punto di distribuzione, senza ricorrere alla chiusura dell’impianto generale. Questo sistema, però, implica anche degli svantaggi che sono: innanzi tutto, una disponibilità di spazi superiore a quella di cui, in genere, dispongono le stanze da bagno. Il collettore, infatti, è composto da un “quadro” di riferimento, a cui confluiscono tutte le tubature dei singoli sanitari. Questo, occupa un discreto spazio all’interno del bagno (spesso richiede una parete dedicata). Inoltre risulta piuttosto antiestetico, in quanto, lo sportello di chiusura rimane a vista, pregiudicando l’estetica del bagno. Comporta, infine, un maggior numero di tubi da posizionare, perché ogni tubo (uno per l’acqua calda e uno per quella fredda) parte dal collettore e va al sanitario.
Negli impianti tradizionali, invece, vi è un unico tubo che collega tutti i sanitari. I vantaggi, offerti dal collettore, si possono raggiungere anche con l’applicazione di rubinetti filtro (intercettazioni di chiusura) che vengono posizionati dietro ogni servizio igienico che chiudono l’acqua solo per questo sanitario. Inoltre questi rubinetti, come indica il nome stesso, possiedono dei filtri che trattengono le scorie che vengono trasportate dall’acqua (come sabbia, residui geologici, ecc.). Non è consigliata, però, l’applicazione di questi rubinetti, per i sanitari a parete, in quanto rimanendo nascosti, non sono più praticabili, perdendo quindi, la loro utilità, costituendo, anzi, un ostacolo per la rimozione delle scorie, in caso di otturazione dei filtri.
Il Lavabo:
L’industria dei sanitari, come per ogni altro componente d’arredamento, è alla continua ricerca di nuovi design, da inserire in ambienti moderni ma anche di rivisitazione di vecchi modelli, perché, anche per l’ambiente bagno, il classico non tramonta mai. Il mercato offre, quindi, una vasta scelta di modelli.
Bidet e vaso:
Lo stesso discorso vale per il bidet e il vaso, anche questi, si allontanano dalla classica forma e propongono linee semplici ma, allo stesso tempo, ricercate. Infatti, come per i lavelli, la scelta spazia tra una moltitudine di modelli.
I vasi possono essere montati con le cassette esterne o a incasso (a uno o due pulsanti). Le ultime tendenze vedono, però, una preferenza per queste ultime, primo perché sono esteticamente più eleganti e poi perché consentono un maggior risparmio di acqua, dato che è previsto il doppio scarico con una quantità di acqua differenziata (il pulsante grande, scarica più acqua, quello piccolo meno)
La vasca:
La vasca rappresenta uno degli elementi più antichi. Nella mente di ognuno di noi, riaffiorano, infatti vecchie immagini di donzelle intente a bagnarsi, coperte da morbidi veli, all’interno di vasche interrate. Sono le stesse immagini che, riprodotte pittoricamente, stile affresco, vanno a ricoprire i muri dei centri benessere.
Nonostante l’intramontabile fascino dei modelli antichi, le moderne vasche da bagno nulla hanno da invidiare ad essi, con il loro design essenziale, infatti, esse sono pratiche e funzionali. Già da diversi anni la vetroresina ha rappresentato la fetta più grande rispetto, agli altri materiali utilizzati per la loro composizione. Ciò grazie alle sue molteplici qualità: leggerezza, solidità e resistenza. La vetroresina è un materiale composito, formato da fibra di vetro, in forma di tessuti o TNT (feltro a fibre orientate casualmente) impregnate con resina termoindurente, ed a base di poliestere, vinilestere o epossidica, che induriscono dopo la lavorazione per intervento di appositi catalizzatori.
La doccia:
La doccia, come la vasca, è l’elemento del bagno che si è modernizzato di più. In questi ultimi anni, essa, ha compiuto, un’evoluzione inarrestabile, fino ad arrivare ad essere un vero e proprio “strumento di piacere”. Insieme alla vasca idromassaggio, infatti, i nuovi modelli multifunzione, rappresentano vere e proprie beauty-farm a domicilio.
La rubinetteria:
I rubinetti, in un bagno, rappresentano dei veri e propri elementi di design che apportano delle note gradevoli e contribuiscono a rendere l’ambiente accogliente e confortevole. Nel corso di questi ultimi anni, si sono succeduti vari materiali che hanno rappresentato, più o meno la moda del momento ma, già da qualche anno, la richiesta si è concentrata, quasi esclusivamente sui modelli cromati. Questi, infatti, rispetto a quelli in ottone, risultano più resistenti agli agenti atmosferici (umidità, data dai vapori che si formano nei bagni, detersivi, ecc.) e quindi, meno soggetti a ossidazione e cambiamenti di colore. In compenso, le aziende produttrici, si sono sbizzarrite nell’inventare sempre nuove forme e nuovi modelli, dai più classici, che richiamano alla mente gli antichi bagni “Decò” a quelli ultramoderni, da inserire in ambienti altrettanto moderni ed attuali.
Rubinetto Termostatico:
La cosa più antipatica che ci possa capitare, mentre ci stiamo tranquillamente rilassando sotto il getto della nostra doccia, è che la temperatura dell’acqua cambi improvvisamente, fino a diventare completamente fredda o, peggio ancora, bollente. I rubinetti termostatici consentono di regolare immediatamente la giusta temperatura e di mantenere il calore dell'acqua costante nel tempo. Grazie a questo dispositivo, è possibile avere sempre l'acqua alla temperatura ideale senza dover intervenire con continue correzioni sulle manopole.
Per ottenere i benefici di un'acqua ad una temperatura ideale, è anche possibile installare un miscelatore. Il miscelatore è un dispositivo, che serve per mantenere il calore dell'acqua costante, indipendentemente dalla temperatura di produzione. Si applica, all’uscita dell’acqua calda sanitaria (scaldabagno), e mantiene sempre la temperatura impostata, in tutti i rubinetti. Il rubinetto termostatico generalmente si installa all’interno delle cabine doccia, è dotato di due manopole: una serve per la regolazione della temperatura e l'altra per il controllo del flusso dell'acqua. La manopola che regola il calore è dotata di una scala graduata da 20 gradi a 50 gradi che consente di impostare la temperatura desiderata. Inoltre è dotata di un blocco anti ustione: l'acqua non potrà mai superare accidentalmente i 38-40 gradi (temperatura ottimale).
La manutenzione della rubinetteria:
Una buona manutenzione è data, soprattutto, da una pulizia adeguata, effettuata, cioè, con prodotti che soddisfano determinate caratteristiche e usati seguendo particolari accortezze: Per evitare che queste si danneggino, é necessario, quindi, osservare poche ma importanti, regole durante l'uso e la pulizia:
1. evitare di utilizzare prodotti contenenti acidi troppo forti o particelle abrasive, che attaccano e danneggiano il prodotto (attenersi a quelli consigliati dal produttore della rubinetteria);
2. evitare di mischiare vari prodotti detergenti, in quanto, nelle maggior parte dei casi, generano una reazione chimica che sprigiona dei gas tossici, sia per i materiali che per noi;
3. è sconsigliato l’uso di panni abrasivi, quali: pagliette d’acciaio, spugnette abrasive, ecc.;
4. i depositi di calcare devono essere prevenuti con una pulizia regolare, perché diventa pressoché impossibile togliere gli accumuli, senza l’uso di prodotti o panni abrasivi;
5. evitare di spruzzare detergenti spray, direttamente sulla rubinetteria, in quanto questi, possono penetrare nelle fessure e, nel tempo, provocare dei danni;
6. dopo la pulizia, sciacquare abbondantemente con acqua pulita per rimuovere tutti i residui di prodotto;
7. anche alcuni prodotti per la cura del corpo (sapone liquido, shampoo o bagnoschiuma) possono danneggiare la rubinetteria, quindi si consiglia dopo l’uso di risciacquare i residui di prodotto, con abbondante acqua.

 

Info Contatti

Tarlao geom. Gianpietro
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